108814 | Epigrafe sacra

Testo:

C(aius) V[aler]ius
Priscus
[p]a[t]rono
v(otum) s(olvit) l(ibens) m(erito)

Traduzione: Gaio Valerio Prisco sciolse il voto, grato per il beneficio, per il patrono

Ara in pietra locale incisa a scalpello. Attualmente conservata a Nave (Brescia), sul tetto della Pieve della Mitria. Dimensioni: H 51 cm; L 36 cm.

Manca il nome della dività alla quale si è sciolto il voto, ma non si esclude possa essere Iuppiter Optimus Maximus. Priscus è nome di nati liberi, ma anche di liberti. Datazione 1 d.C. / 200 d.C.

 

Bibliografia: Not. Sopr. Arch. Lomb., 1994, p. 167 (R. Pareccini), AE 1995, 0605, Mantissa 1999, pp. 55-57, AE 1999, 7036 , L. Gregori, Brescia Romana. Ricerche di prosopografia e storia sociale, II. Analisi dei documenti, Roma 1999, p. 331, La Pieve della Mitria, Brescia 2002, pp. 165-166 (R. Pareccini), SupplIt, 25, 2010, pp. 268-269.

Il territorio di Nave si estende nella valle del torrente Garza che si apre verso est all’inizio della valle Trompia. In buona parte pianeggiante è delimitato a nord e a sud da rilievi che raggiungono i 1000 m di altitudine. Fu oggetto di occupazione fin dalla preistoria come attestano la necropoli neolitica di via Barcella e il sito del Vhò. Più massiccia l’occupazione in epoca romana con numerosi abitati e necropoli dislocati in tutto il territorio. Le epigrafe era collocate sopra al primo gradino che porta all’altare maggiore, murate nella casa colonica posta a sud e in altri punti dell’edificio e dell’area prossima.

Please wait while you are redirected...or Click Here if you do not want to wait.