4721 | Epigrafe ignota

Fonte: Archivio Fotografico Civici Musei d’Arte e Storia – Brescia

Testo:
C(aio) Septumio
C(ai) f(ilio) Fab(ia)
Clhoe p(ecunia o pro) s(ua o uis)

Traduzione: a Gaius Septumius, figlio di Gaius della tribù Fabia, Cloe (pose) a sue spese

Lastra marginata in pietra di Botticino incisa a scalpello. Attualmente è conservata presso la cella mediana del Capitolium a Brescia. Dimensioni: H 44 cm; L 45 cm.

Si noti la presenza di personaggi di diversa origine, la donna greca, forse di condizione servile, e il bresciano romanizzato Gaio Settimio, uomo libero. La tribù Fabia sta ad indicare il territorio di Brescia. Il nome Clhoe è scritto in modo scorretto.

 

Confronti: a Brescia …pro suis… (InscrIt 10, 05, 28; CIL 05, 4221).

 

Bibliografia: CIL 05, 04721, InscrIt 10, 5, 0760, SupplIt, 08, 1991

Il territorio di Caino si sviluppa nella valle laterale del torrente Garza, dal monte Doppo al monte Ucia, passando dai 1100m dei due rilievi ai 350 del fondo valle. La frequentazione del territorio inizia nella preistoria (Corna di Caino) per proseguire con insediamenti e necropoli di età romana che si dispongono di preferenza a mezza costa e nel fondo valle. Da qui doveva passare una via che conduceva dalla bassa val Trompia all’area gradesana e trentina. L’epigrafe fu rinvenuta murata in casa Covelli e poi, attraverso Lechi, portata a Brescia nel secolo scorso.

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