Epigrafe relativa alla concessione in precariato dell’area di sepoltura; si tratta di un istituto giuridico romano citato raramente nelle epigrafi che consente ad un privato di cedere un’area, sulla quale però mantiene la proprietà, ed eventualmente di farsela restituire. Interessanti anche i nomi Marco Cornelio Placido con gentilizio e prenome comuni nelle epigrafi bresciane, e cognomen Placidus, più raro. Il proprietario dell’area, Allifanus, deve il suo nome alla città di origine Alliphae, che si trova nel Sannio in Campania. Marco Cornelio Placido, con i tria nomina, è cittadino romano e il gentilizio Cornelius è ampiamente attestato nel territorio bresciano.
Bibliografia: InscrIt 10, 5, 0748, SupplIt, 08, 1991, p. 175.
Il territorio di Nave si estende nella valle del torrente Garza che si apre verso est all’inizio della valle Trompia. In buona parte pianeggiante è delimitato a nord e a sud da rilievi che raggiungono i 1000 m di altitudine. Fu oggetto di occupazione fin dalla preistoria come attestano la necropoli neolitica di via Barcella e il sito del Vhò. Più massiccia l’occupazione in epoca romana con numerosi abitati e necropoli dislocati in tutto il territorio. Le epigrafi si rinvennero in località la Casina, presso il fiume Garza e nel vecchio molino.
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