I vasi di terra sigillata sono realizzati con argilla molto fine, di tipo calcareo. Essi venivano modellati al tornio e poi verniciati per immersione in una soluzione di argilla molto depurata e ricca di ferro. Il colore rosso brillante della vernice era ottenuto mediante una cottura in ambiente ossidante. Ciò si otteneva impilando i vasi all’interno di un forno “a irradiamento”, in cui i gas di combustione venivano incanalati in appositi condotti di terracotta e smaltiti all’esterno. I vasi cuocevano così attraverso il calore che irradiava dalle condutture, senza venire a contatto diretto con il fuoco. L’immissione continua di ossigeno e l’assenza di contatto tra l’argilla e i gas di combustione determinava la formazione di ossido ferrico: ciò consentiva alla vernice di vetrificare assumendo l’aspetto di una pellicola impermeabile, coprente, di un colore rosso brillante.
Si veda anche: 2016-38-92, 2016-38-93, 2016-38-223
Non si dispone di informazioni specifiche, pertanto si propone come localizzazione la frazione Dosso di Marmentino. Il paese si sviluppa alla base del monte Castello dell’Asino e si affaccia sulla valle del fiume omonimo, è esposto a sud e circondato da rilievi disposti a corona. La frazione Dosso, in particolare, occupa un piccolo rilievo isolato lungo il versante. Dall’archivio fotografico di Cotelli sembra possibile desumere che i reperti furono trovati in occasione di lavori edili, ma non è chiaro se quelli sotto la frazione Dosso o presso la parrocchia.
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