50753 | Epigrafe funeraria

Testo:

M(arcus) Voĉconius
M(arci) f(ilius) Rufus, sibi
et C(aio) Vocconio
M(arci) f(ilio)

Traduzione: Marco Vocconio Rufo figlio di Marco (eresse) per sé e per Caio Vocconio figlio di Marco

Cippo in pietra di Botticino inciso a scalpello. Conservato a Nave (Brescia), piazza del Municipio. Dimensioni: H 193 cm; L 61 cm.

Si tratta probabilmente di fratelli, liberi e romanizzati. I Vocconi, diffusi nel territorio aretino, non sono molto noti in area bresciana, si conosce a Vobarno una Voconia Ursula (InscrIt 10, 05, 1122; CIL 05, 4899); un Quinto Voconio e Lucio Voconio in area veronese (CIV V, 3843).

 

Bibliografia: InscrIt 10, 5, 0753, SupplIt, 08, 1991, pp. 175-176.

Il territorio di Nave si estende nella valle del torrente Garza che si apre verso est all’inizio della valle Trompia. In buona parte pianeggiante è delimitato a nord e a sud da rilievi che raggiungono i 1000 m di altitudine. Fu oggetto di occupazione fin dalla preistoria come attestano la necropoli neolitica di via Barcella e il sito del Vhò. Più massiccia l’occupazione in epoca romana con numerosi abitati e necropoli dislocati in tutto il territorio. Le epigrafi si rinvennero in località la Casina, presso il fiume Garza e nel vecchio molino.

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