4921 | Patronato

Testo:

L(ucio) Silano flam(ine) Mart(iali)
C(aio) Vellaeo Tutore co(n)s(ulibus),
pridie Non(as) Decembr(es).
Civitas Apisa Maius hospitium
5 fecit cum C(aio) Silio C(ai) f(ilio) Fab(ia) Aviola,
trib(uno) milit(um) leg(ionis) III Aug(ustae), praef(ecto) fabr(um),
eum liberosque posterosque eius
sibi, liberis posterisque suis pa=
tronum co(o)ptaverunt.
10 C(aius) Silius C(ai) f(ilius) Fab(ia) Aviola, trib(unus) milit(um)
leg(ionis) III Augustae, pr(aefectus) fabr(um), civitatem Api=
sam Maius, liberos posterosque
eorum sibi, liberis, posterisque
suis in fidem clientelamque
15 recepit. Egerunt:
Hasdrubal Iummo(nis?) 〈:filius?〉, Iader Iummon(is?) 〈:filius?〉
Hasdrubal Hannonis 〈:filius〉, Banno Gabali 〈:filius〉,
Chinisdo sufes, Aristo Apoi 〈:filius〉,
Saepo Chanaebo(nis) 〈:filius?〉, legati

Traduzione: sotto il consolato di Lucio Silano, sacerdote di Marte, e Caio Velleo Tutore, il 4 dicembre, la città di Apisa Maius strinse rapporti di ospitalità con Caio Silio Aviola, figlio di Caio della tribù dei Fabii, tribuno dei soldati della legione terza Augusta, capo dei soldati del genio e proclamarono protettore lui, i figli e i discendenti, per i figli e i discendenti. Caio Silio Aviola, figlio di Caio della tribù Fabia, tribuno dei soldati della terza legione Augusta, capo dei soldati del genio ricevette sotto la protezione sua, dei suoi figli e dei suoi discendenti la città di Apisa Maius, i loro figli e i loro discendenti. Condussero le trattative i legati Asdrubal figlio di Iummonis, Iader figlio di Iummonis, Asdrubal figlio di Annonis, Banno figlio di Gabal, Chinisdo sufete, Aristo figlio di Apoi, Saepo figlio di Canebonis

Tavola. Dispersa.

La data di riferimento è il 4 dicembre del 28(?) d.C.; il sacerdote di Marte è noto dall’iscrizione dell’ara Caletana. Il personaggio di cui si parla, Caio Silio Aviola, fu bresciano, come indica l’appartenenza alla tribù Fabia, e rivestì varie cariche tra le quali quella di proconsole, praefectus fabrorum e tribuno militare, come attestato in altre tavole di patronato (InscrIt 10, 05, 1144, 1145, 114; CIL 05, 4919, 4920, 4922).7). La città africana di Apisa Maius è nota da altre iscrizioni (CIL VIII, 776, 777, 779-782). Alle righe 14-19 si possono leggere alcuni nomi punici: si è seguita l’indicazione di Garzetti che li interpreta come i nomi seguiti dal nome del padre al genitivo.

 

Bibliografia: CIL 05, 04921, ILS 6099a, InscrIt 10, 05, 1146, SupplIt, 08, 1991, p. 184, L’Africa Romana, 08, 1991, pp. 229-237, AE 1991, 0849 (6), Mantissa 1999, p. 21.

 

Si veda anche: 4919, 4920, 4922

Il territorio di Sarezzo si sviluppa nella media valle Trompia ed è caratterizzato dai rilievi, che costituiscono i versanti della valle, da dossi isolati come Cagnaghe e dalle aree pianeggianti di fondo valle. Oggetto di occupazione fin dalla preistoria, ha conservato tracce della presenza romana e medievale soprattutto in corrispondenza degli attuali nuclei urbani, quindi in aree in lieve pendenz,a alla base delle alture e nelle brevi piane circostanti il letto del fiume Mella.

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