4922 | Patronato

Testo:

L(ucio) Silano flamin[e]
Martiali, C(aio) Vellaeo
Tutore co(n)s(ulibus),
Non(is) Decembr(ibus).
5 Senatus populusque Siagitanus hospi=
tium fecerunt cum C(aio) Silio C(ai) f(ilio) Fab(ia) Aviola,
trib(uno) mil(itum) leg(ionis) III Aug(ustae), praefecto fabrum,
eumque posterosque eius sibi, posteris=
que suis patronum co(o)ptaverunt.
10 C(aius) Silius C(ai) f(ilius) Fab(ia) Aviola eos posterosque
eorum in fidem clientelamque suam
recepit, agente Celere Imilchonis
Gulalsae filio, sufete

Traduzione: Sotto il consolato di Lucio Silano, sacerdote di Marte, e Caio Velleo Tutore, il 5 dicembre, il senato e il popolo di Siagu strinse rapporti di ospitalità con Caio Silio Aviola, figlio di Caio della tribù Fabia, tribuno dei soldati della legione terza Augusta, capo dei soldati del genio e proclamarono lui e i suoi discendenti protettore loro e dei loro discendenti. Caio Silio Aviola, figlio di Caio della tribù Fabia ricevette sotto la sua protezione loro e i loro. Condusse le trattative il sufete Celere figlio di Imilchonis Galalsae

Tavola. Dispersa.

La data di riferimento è il 5 dicembre del 28(?) d.C.; il sacerdote di Marte è noto dall’iscrizione dell’ara Caletana. Il personaggio di cui si parla, Caio Silio Aviola, fu bresciano, come indica l’appartenenza alla tribù Fabia, e rivestì varie cariche tra le quali quella di proconsole, praefectus fabrorum e tribuno militare, come attestato in altre tavole di patronato (InscrIt 10, 05, 1144, 1145, 1146; CIL 05, 4919-4921). La città africana di Siagu è nota da altre iscrizioni (CIL VIII, 964-966). Interessante è il nome latino del sufete (riga 12). Si noti la brevità dell’iscrizione rispetto a InscrIt 10, 05, 1144-1146; CIL 05, 4919-4921.

 

Bibliografia: CIL 05, 04922, ILS 6099, InscrIt 10, 05, 1147, L’africa Romana, 07, 1990, pp. 165-175, AE 1991, 0849, Mantissa 1999, p. 21.

 

Si veda anche: 4919, 4920, 4921

Il territorio di Sarezzo si sviluppa nella media valle Trompia ed è caratterizzato dai rilievi, che costituiscono i versanti della valle, da dossi isolati come Cagnaghe e dalle aree pianeggianti di fondo valle. Oggetto di occupazione fin dalla preistoria, ha conservato tracce della presenza romana e medievale soprattutto in corrispondenza degli attuali nuclei urbani, quindi in aree in lieve pendenz,a alla base delle alture e nelle brevi piane circostanti il letto del fiume Mella.

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