50737 | Epigrafe onoraria

Testo:

M(arcus) Clodius M(arci) f(ilius) Fab(ia) Ma[- – -]
aed(ilicia) pot(estate), praef(ectus) coh(ortis) Cantabr(orum),
[tr]ib(unus) mil(itum) leg(ionis) IIII Scythicae, praef(ectus) ve[xill(ationis o -ariorum) leg(ionis)]
[V] Macedonic(ae), praef(ectus) fabr(um), IIvir(:duovir) i(ure) d(icundo), pontif(ex), IIvi[r(:duovir) quinq(uennalis?)]

Traduzione: Marco Clodio Ma(…) figlio di Marco, della tribù Fabia, rivestito della carica di edile, prefetto della coorte dei Cantabri, tribuno dei soldati della quarta legione scitica, prefetto dei vessillari della quinta legione macedonica, capo dei soldati del genio, duoviro (supremo magistrato), pontefice, duoviro quinquennale

Due frammenti di architrave o lastra in pietra di Botticino incisa a scalpello. Attualmente conservata in loco. Dimensioni: H 33 cm e L 212 cm; H 34 cm e L 254 cm.

Il territorio di Nave si estende nella valle del torrente Garza che si apre verso est all’inizio della valle Trompia. In buona parte pianeggiante è delimitato a nord e a sud da rilievi che raggiungono i 1000 m di altitudine. Fu oggetto di occupazione fin dalla preistoria come attestano la necropoli neolitica di via Barcella e il sito del Vhò. Più massiccia l’occupazione in epoca romana con numerosi abitati e necropoli dislocati in tutto il territorio. L’epigrafe è murata nella torre civica a San Cesario.

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