I due personaggi menzionati sono cittadini romani. Secondo Albertini potrebbe trattarsi di un’epigrafe sacra o pubblica cioè si potrebbe ipotizzare che i due personaggi abbiano eretto, in qualità di funzionari pubblici, un’ara o una base ad una divinità (sacra) o erogato del denaro o eseguito lavori in un’area sacra (pubblica).
Confronti: per il nome Lucius Fictorius o forse lo stesso personaggio a Brescia (InscrIt 10, 05, 218, CIL 05, 4424).
Bibliografia: Epigraphica, 34, 1972, p. 159, AE 1972, AE 1972, 0211, Epigraphica, 35, 1973, p. 154, InscrIt 10, 05, 0739, SupplIt, 08, 1991, p. 175.
Il territorio di Nave si estende nella valle del torrente Garza che si apre verso est all’inizio della valle Trompia. In buona parte pianeggiante è delimitato a nord e a sud da rilievi che raggiungono i 1000 m di altitudine. Fu oggetto di occupazione fin dalla preistoria come attestano la necropoli neolitica di via Barcella e il sito del Vhò. Più massiccia l’occupazione in epoca romana con numerosi abitati e necropoli dislocati in tutto il territorio. L’epigrafe fu trasformata in fontana e utilizzata in via Borano nell’ex Ospedale dei Cronici; la provenienza dalla zona sembra trovare conferma nella presenza di almeno due tombe di età traianea.
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