4719 | Epigrafe funeraria

Testo:

V(ivi) [f(ecerunt)]
Senedo[ni]
Senedo[nis f(ilio)],
Albanu[s]
5 et Senedo
paren[ti]

Traduzione: Da vivi fecero Albano per Senedo, figlio di Senedo, e Senedo per il padre

Dispersa.

 

Si tratta di nomi indigeni di uomini privi di cittadinanza.

 

Confronti: a Salò e Cividate Camuno Albanus (InscrIt 10, 05, 798, CIL 05, 4597; InscrIt 10, 05, 1181)

 

Bibliografia: CIL 05, 04719, InscrIt 10, 5, 0750

 

Si veda anche: 4551, 4924

Il territorio di Nave si estende nella valle del torrente Garza che si apre verso est all’inizio della valle Trompia. In buona parte pianeggiante è delimitato a nord e a sud da rilievi che raggiungono i 1000 m di altitudine. Fu oggetto di occupazione fin dalla preistoria come attestano la necropoli neolitica di via Barcella e il sito del Vhò. Più massiccia l’occupazione in epoca romana con numerosi abitati e necropoli dislocati in tutto il territorio. Le epigrafe era collocate sopra al primo gradino che porta all’altare maggiore, murate nella casa colonica posta a sud e in altri punti dell’edificio e dell’area prossima.

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