4920 | Patronato

Fonte: Archivio Civico Museo Archeologico di Milano

Testo:

M(arco) Crasso Frugi
L(ucio) Pisone co(n)s(ulibus),
Senatus populusque Thimili=
gensis hospitium fecerunt cum
5 C(aio) Silio C(ai) f(ilio) Fab(ia) Aviola, praef(ecto) fabr(um),
eumque liberos posterosque
eorum sibi, liberis posterisque
suis patronum cooptaverunt.
C(aius) Silius Aviola, praef(ectus) fabr(um), Thimili=
10 {li}gens(es)(:Thimiligenses) universos sibi, liberis post=
{t}erisque(:posterisque) suis suorumque in fidem
clientelamque suam suorumque
recepit. Egerunt legati:
Azrubal, sufes, Annobalis f(ilius) Agdibil,
15 Boncarth Iddibalis f(ilius) Risuil,
[A vel Ba]nno Azrubalis f(ilius) Aucfiarzo,
[- – -]n Ammicaris f(ilius) Agdibil,
[- – -]al Balithonis f(ilius) Sirni

Traduzione: sotto il consolato di Marco Crasso Frugi e Lucio Pisone, il senato e il popolo della città di Thimiliga strinsero rapporti di ospitalità con Caio Silio Aviola, figlio di Caio della tribù dei Fabii, capo dei soldati del genio e proclamarono protettore lui, i figli e i discendenti di loro stessi, per i figli e i discendenti. Caio Silio Aviola capo dei soldati del genio ricevette sotto la protezione sua, dei suoi figli e dei suoi discendenti tutti i cittadini di Thimiliga, i loro figli e i loro discendenti. Condussero le trattative i legati Azdrubal sufete, Agdibil figlio di Annobalis, Boncarth Risuil figlio di Iddibal, Banno Aucfiarzo figlio di Azrubalis, … Agdibil figlio di Ammicari, …. Sirni figlio di Balithonis

Tavola in bronzo incisa a bulino. Attualmente conservata presso il Civico Museo Archeologico di Milano.
Dimensioni: H 28 cm; L 24 cm.

La data di riferimento è il 27 d.C., anno del consolato di Crasso Frugi e Calpurnio Pisone. Il personaggio di cui si parla, Caio Silio Aviola, fu bresciano, come indica l’appartenenza alla tribù Fabia, e rivestì varie cariche tra le quali quella di proconsole, praefectus fabrorum e tribuno militare, come attestato in altre tavole di patronato (InscrIt 10, 05, 1144, 1146, 1147; CIL 05, 4919, 4921, 4922). La città di Thimiliga è ignota; Sufeti erano i sommi magistrati presso i Cartaginesi e che rimasero a lungo nelle città africane; in questo caso ne è citato uno. Alle righe 14-18 si possono leggere alcuni nomi punici.

 

Bibliografia: CIL 05, 04920, Bull. Mus.Imp.Rom., 10, 1939, pp. 41-44, AE 1941, 0072, Bull. Arch. Com.Trav. Hist., 1941-1942, pp. 261-264, AE 1942-43, 0034, InscrIt 10, 05, 1145, SupplIt, 08, 1991, p. 184, L’Africa Romana, 08, Sassari 1991, pp. 229-237 , AE 1991, 0849, Mantissa 1999, p. 21.

 

Si veda anche: 4919, 4921, 4922

Il territorio di Sarezzo si sviluppa nella media valle Trompia ed è caratterizzato dai rilievi, che costituiscono i versanti della valle, da dossi isolati come Cagnaghe e dalle aree pianeggianti di fondo valle. Oggetto di occupazione fin dalla preistoria, ha conservato tracce della presenza romana e medievale soprattutto in corrispondenza degli attuali nuclei urbani, quindi in aree in lieve pendenz,a alla base delle alture e nelle brevi piane circostanti il letto del fiume Mella.

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