Si tratta di una famiglia indigena come dimostra l’uso del solo nome e del patronimico; i nomi sono attestati anche altrove nel territorio bresciano. Alla riga 6 si può leggere Mancillus (InscrIt 10, 05, 931, CIL 05, 4280). L’epigrafe è adorna, all’altezza della prima linea, di un bassorielievo del quale rimangono solo due gambe in movimento verso sinistra.
Confronti: a Brescia Esdri(co) (InscrIt 10, 05, 931, CIL 05, 4280); a Brescia, Sarezzo, Cellatica e Gavardo Cariassus o Cariassis (InscrIt 10, 05, 57, CIL 05, 4266; InscrIt 10, 05, 62, CIL 05, 4268; InscrIt 10, 05, 784; InscrIt 10, 05, 1149, CIL 05, 4924), a Sarezzo Esdro e Esdroni (InscrIt 10, 05, 1148, CIL 05, 4923; InscrIt 10, 05, 1150, CIL 05, 4925).
Bibliografia: CIL 05, 04600, InscrIt 10, 5, 0745, Mantissa pp. 17 sg.
Il territorio di Nave si estende nella valle del torrente Garza che si apre verso est all’inizio della valle Trompia. In buona parte pianeggiante è delimitato a nord e a sud da rilievi che raggiungono i 1000 m di altitudine. Fu oggetto di occupazione fin dalla preistoria come attestano la necropoli neolitica di via Barcella e il sito del Vhò. Più massiccia l’occupazione in epoca romana con numerosi abitati e necropoli dislocati in tutto il territorio. Le epigrafe era collocate sopra al primo gradino che porta all’altare maggiore, murate nella casa colonica posta a sud e in altri punti dell’edificio e dell’area prossima.
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